Lettera di motivazione per la scuola di circo (19 anni)

Ci sono sempre quei due/tre motivi per cui una persona decide di fare una scuola di circo.

« Perché vuoi fare la giocoliera? ». A questa domanda non c’è mai sul momento una risposta reale. La risposta credo che arriverà forse fra un « ipotetico » cinque anni, dopo aver studiato, essermi allenata, aver lavorato, essermi presa una soddisfazione, aver vissuto una delusione da vicino. La risposta può arrivare solo dopo aver praticato e vissuto con mente, anima e corpo questo ambiente.

In questo ambiente non imparo solo a « saltare » o lanciare tre, cinque, sette oggetti in aria. Non imparo solo a far l’acrobata a terra o quella aerea. In questo ambiente sono costretta a vivere una vita emotivamente sacrificata. Nascono amori, amicizie, competizioni e confronti. Ci si abbandona, ci si ritrova, ci si prende, con una tale rapidità, che sento fortificare il fardello della vita che ho sulle spalle. Non cambia solo il mio aspetto fisico, ma ciò che sarà evidente anche solo fra un anno, se raggiungerò il mio obbiettivo: saranno i miei occhi, quando osserverò dentro me stessa e il mondo infinito che si aprirà davanti.

Ci sono quei due/tre motivi per cui una persona decide di fare una scuola di circo.

C’è chi sceglie di farla perché è già un’acrobata o chi vuole sfidare il mondo con un « potere » che è quello del circense. Chi vuole modellare il suo corpo o chi vuole risultare attraente quando lo si guarda saltare. C’è chi sceglie questa arte difficile perché scappa da qualcosa o perché vuole solo essere ammirato con le cinque clave perché è insicuro. Chi vuole cambiare qualcosa della storia della sua famiglia. Chi è un eterno bambino e « di lavorare neanche a parlarne » o perché gli piace viaggiare senza una meta. C’è chi è portato e lo fa solo per completarsi o perché è, semplicemente, un’egocentrico. C’è chi lo fa perché per anni ha visto gente brava o perché ha visto troppi video di gente che lancia dodici oggetti in aria. Chi lo fa per un capriccio e chi per un obbiettivo personale che non sapremo mai, chi è incosciente e spreca la sua giovane età a studiare arti circensi e c’é chi e troppo « vecchio » e vuole solo passare del tempo in un gruppo. C’è chi lo fa da una vita e c’è chi non l’ha mai fatto e vuole solo provare. C’è chi sfida il passato nel farlo e chi non gli rimane altro che questo.

I motivi sono pochi, ma quei due o tre, e se ci si osserva durante quella domanda, è semplice rispondere. Io, personalmente, so solo che mi sono ritrovata un giorno in qualcosa che ancora oggi non ho abbandonato. Toccare casa quando facevo girare un hula sul mio corpo, mi rese meno insicura. Sfidare la persona non perfetta che ero stata salendo su un palco, mi ha aiutato nelle relazioni. Come posso dire con esattezza il « perché » quando tutto questo vuol dire la mia vita stessa.

Non sono diplomata, non ho una « base » familiare, ma tutto questo non pesa sulle mie spalle quando leggo o sento la parola « scuola di circo ».

Sul palco, per strada, in un gruppo ristretto, sola con i tuoi attrezzi, sola quando sfidi con un acrobazia il corpo e diventi consapevole che è solo una carrozza che ti porti dietro; dentro questa carrozza ci sta un motivo del perché faccio tutto questo e con la mia mente, con il mio cocchiere che guida, voglio solo trasmettere la passione di ciò che desidero veramente e far uscire da me, sotto forma di arte visiva, tutto quell’amore per la vita.

Non tutti vogliono « ridicolizzare » il corpo quando si fa spettacolo. Danno troppa importanza alla vita su questa terra. Attaccati come cozze, non tutti pensano che prima o poi, di esso, rimarrà poco. Se pensassero a rendere reale, per quei venti minuti, una cosa fuori dall’ordinario, avrebbero goduto dell’attimo che è tutta la vita. Tornar per pochi attimi bambini che sorridono al tempo che passa, alla morte, al vuoto che alla mattina o alla sera alberga nello stomaco dell’adulto.

Non c’è cosa più bella quando una persona ti guarda a bocca aperta, fa un applauso, parte un « woooow », quando si stacca da tutto e sorride o quando si emoziona e da un bacio a qualcuno che ha accanto nel cerchio dello spettacolo. Quando qualcuno esclama: « Pure io voglio farlo! », o meglio ancora, quando divento motivazione per un’altra persona a far si che scriva una lettera per diventare un circense, come è successo a me. Non ho mai dimenticato il primo artista di strada che vidi.

Arte circense non è solo giocoleria e acrobazia per me. Per me, arte circense, è tutto quello che posso dare con la mia esistenza. La vita è una e Dio mi ha dato solo questa. Ho deciso di sfruttare così il tempo che mi è stato dato.

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